ECCELLENZA / Ha vinto una precisa idea di calcio

25 Aprile 2019
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L'1-0 contro il Saluzzo firmato Alfiero e il concomitante pareggio del Canelli regalano agli azzurri la promozione in Serie D. Viassi: «Dopo la sconfitta con il Canelli qualcuno scrisse "è l'allungo decisivo". E invece no, è questo l'allungo decisivo"

Oggi non ha vinto una squadra. Oggi ha vinto un'intera società. Ha vinto un'idea di calcio, ha vinto il coraggio di perseverare, ha vinto il lavoro quotidiano ripetuto e ripetuto, per quasi quattro anni.
Oggi ha vinto il Fossano: il suo presidente, la dirigenza, gli imprenditori con i loro investimenti, i tifosi che sono tornati a riempire il "Pochissimo". Ha vinto il Fossano che parte dal basso per puntare in alto. Nel settore maschile così come in quello (neonato) femminile.

Oggi ha vinto la forza della progettualità, la forza dei giovani, la forza del territorio.
Di cui la Prima Squadra rappresenta il frutto più bello e, finalmente, vincente anche sul campo: la rete del figlior prodigo Vincenzo Alfiero basta per superare il Saluzzo e, grazie al contemporaneo pareggio del Canelli in casa del Derthona, spalancare finalmente le porte della Serie D: un campionato acceso e combattutto fino alla penultima giornata, appunto. Un campionato "tra i più difficili degli ultimi anni" come ha più volte detto il tecnico Fabrizio Viassi.

Il quale era convinto che l'esito sarebbe stato questo. Non per presunzione, ma per esperienza. Non ha fatto drammi quando la classifica recitava -6 dalla vetta, non si è mai esaltato quando ha letto +8 sul Canelli. Perché non è un caso che per esprimere quell'idea di calcio di cui sopra, il Fossano abbia proprio scelto lui. E non è un caso se, proprio lui, a caldo dopo la conquista della Serie D, a proposito del suo futuro, sottolinei: «La mia permanenza non dipendeva da questa vittoria, con questa società c'è un discorso più approfondito e ancora un lungo percorso da compiere. Sto benissimo a Fossano, non solo perché tutti mi mettono nelle  condizioni ottimali per lavorare, ma perché qui ho costruito rapporti umani che vanno oltre lo sport».

La Serie D, quindi, è "solo" un altro passo, dopo il passaggio dalla Promozione all'Eccellenza conquistata tre stagioni fa, al suo arrivo in azzurro.

Ci sarà tempo per parlare del Fossano che verrà, dei ritorno di Sanmartino e Morgana, del futuro dell'ambitissimo Samuele Scotto, se vogliamo "uomo simbolo" di questa idea di calcio in cui un tecnico non ha paura di scegliere come titolare in un ruolo delicato come il difensore centrale un ragazzo classe 2001, quasi "teletrasportandolo" dagli Allievi in un mondo completamente nuovo. Vincendo anche questa scommessa.
Ci sarà tempo, perché quello di oggi è solo il tempo della festa. Di un Viassi emozionato che non risparmia qualche frecciatina «dopo la sconfitta contro il Canelli a gennaio qualcuno ha scritto "è allungo decisivo". Vi dico una cosa, questo è l'allungo decisivo». E tanti saluti. Di un gruppo in cui l'esperienza si è fusa perfettamente con la giovinezza, riuscendo a cogliere e condividere l'una l'essenza dell'altra.

Quello di oggi è solo il tempo della festa. La festa non di una squadra, ma di un'intera società. Di chi lavora all'interno, di chi la abbraccia, simbolicamente, da fuori.

Il Fossano è in Serie D. Domani inizierà un'altra storia.

 

Nella foto: l'esultanza a fine gara (foto di Giancarlo Galvagno)

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